La « politeia » di « Sinistra Ecologia e Libertà »

Sono molti i punti sui quali mi piacerebbe porre l’accento come, ad esempio, il tema della pace come diritto delle genti; un diritto che è prima di tutto una convinzione che dobbiamo contribuire – assieme alle associazioni nazionali e internazionali- ad affermare, a farne un sentire diffuso nelle persone, nella cultura politica e nella società rendendo così il diritto una realtà.

Non posso che ribadire la drammatica riduzione dei diritti in atto oggi in tutti gli aspetti del nostro sociale e per i giovani : nel lavoro, nella informazione e, sottolineo, nella scuola, il diritto allo studio, il diritto a imparare e a insegnare in un contesto materiale che non sia umiliante per mancanza di risorse e che non sia la conseguenza della disattenzione e devalorizzazione di tutti i gradi della istruzione e della ricerca, umanistica e scientifica.

Ma su un solo tema scelgo di fermarmi, un aspetto che oggi mi pare centrale. SEL si trova di fronte a impegni e assunzioni di responsabilità di fronte ai cittadini, alla sinistra diffusa e a quella strutturata, vorrei che “Sinistra Ecologia e Libertà” si ponesse davvero come un parametro di pratiche concrete di buona politica, vorrei che costituisse un parametro di qualità tra virtù e necessità politica, trovando un equilibrio tra queste.

Le scelte che abbiamo già davanti e quelle legate alle future elezioni devono seguire le coordinate valoriali espresse nel nostro pregnante manifesto fondativo.

Ancora oggi facciamo fatica a dare sostanza a quel documento e a quelle parole. Ma quel documento fondativo è parte essenziale del risanamento e della ricostruzione della collettività politica che dobbiamo prima di tutto fare ; è il modo di rompere con la politica attuale affermando una idea della pratica politica che possa e debba essere differente.

Qui le donne, la Rete nazionale delle donne SEL, segna la sua  presenza di elaborazione e di responsabilità.

Mi pare che queste siano alcune delle vie per costruire quel punto di vista, quello sguardo ampio e coraggioso, quel programma fondamentale che darà a « Sinistra Ecologia e Libertà » il senso e l’autorevolezza per affermare la cultura politica di cui spesso parliamo. Nomino soltanto quelli che ritengo 3 punti saldi :

  1. la necessità di volere davvero, e di sostenere la partecipazione degli iscritti (noi oggi votiamo lo statuto, poi ci saranno i regolamenti a anche altre modalità come le primarie), di sostenere la partecipazione delle forze vive e attive nei movimenti e le voci della società, e darne riconoscimento politico poiché non dobbiamo dimenticare che la parola antica « politeia » non significa « potere », non significa « rappresentanza » ma significa « partecipazione alla vita dello stato».
  2. La nostra proposta politica, il nostro programma deve essere costruito e  attuato con metodo, coerenza e trasparenza in ogni sua tappa e per tutti i compagni in qualsiasi ruolo siano.
  3. Infine, l’ultimo. La difficoltà del momento impone la nostra competenza; è un aspetto ineludibile se vogliamo produrre pratiche politiche di governo ; e c’impone anche coscienza nel tradurre nella pratica idee e programmi in modo coerente senza autoassolverci da strategismi e da opportunismi ma in un senso di gratuità della politica e di una idea della politica come bene collettivo e per il bene equo e collettivo.

Intervento di L.S. all’Assemblea nazionale di SEL, Roma, 8 ottobre 2011

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