Una progettualità politica collettiva per una società che rispetta persone e natura

Una progettualità politica collettiva che vada oltre slogan, annunci e promesse: in questo modo si può sintetizzare l’appuntamento milanese dove il “Fattore umano/Human factor”, la vita delle persone, le esperienze, i bisogni e le speranze, sono messe al centro di una riflessione approfondita per contribuire a costituire un nuovo paradigma della sinistra italiana e, insieme, europea.

La ricerca di un linguaggio comune

La ricerca di un linguaggio comune è certamente un elemento necessario che sta, tuttavia, in un rapporto dialettico con il processo di emersione di un modello culturale e sociale che superi la crisi valoriale, economica, ambientale e umana di oggi.

Un processo di cambiamento che si è da tempo innescato, che stenta ancora a trovare una sua strada ma che deve avere tra i suoi fari guida: diritti e democrazia, uguaglianza e solidarietà, generosità, onestà, mutualismo.

I drammatici fatti di Parigi e la tensione che attraversa le società europee ed extraeuropee ci spingono a una riflessione che non si arrenda a soluzioni militari oltre confine e securitarie nel paese, ma ponga la questione di un necessario progresso nella convivenza, coesione e rispetto tra gli individui, tra individui e società, e tra società diverse.

La centralità dell’alterità

La storia occidentale è fatta di storie di comunità migranti. La società plurale contemporanea ha bisogno di un più articolato concetto di convivenza, che superi il tema dell’integrazione come semplice assimilazione dell’alterità in qualsiasi direzione. L’altro è da sempre parte fondante ed ineludibile della nostra società. Il riconoscere questa alterità e la sua essenzialità nella società contemporanea necessita che si metta in atto un processo di conoscenza e di riconoscimento dell’altro nella sua uguaglianza giuridica, emotiva ecc., e allo stesso tempo nella sua autonomia. Un processo cognitivo che si deve collocare alla base di riflessioni, di valutazioni politiche e di giudizi che attengano alla uguaglianza e dignità di tutti.

Una società plurale e rispettosa delle persone

Tale “comprensione reciproca di umanità” è necessaria per lo sviluppo di una società plurale e rispettosa delle persone, non può rimanere limitata ad uno sforzo psicologico e a un’attitudine individuale e volontaristica ma deve realizzarsi secondo un piano giuridico e politico e deve essere sostenuta da un progetto educativo, da una politica che vive proprio “del e nel” riconoscimento dell’altro.

Un progetto formativo per un nuovo concetto di persona e società

L’istruzione pubblica, le scienze umane e della politica, le scienze della natura, la medicina devono promuovere, educare a questa “comprensione reciproca di umanità”. La formazione culturale della cittadinanza riveste una importanza centrale per la vita politica di una comunità multiculturale e per la vita della società attuale. Questa “conoscenza e comprensione reciproca di umanità” ha come suo ruolo e costituisce dunque lo strumento per sancire uguale dignità, rispetto e corresponsabilità politica per tutti gli individui, per oltrepassare l’indifferenza a una condizione di disuguaglianza politica ed economica e sociale tra le persone, per praticare una nuova convivenza.

Un paradigma per la sinistra italiana

Gli statuti sociali e la Carta costituzionale che definiscono la democrazia italiana e tutta quella ampia gamma di valori che ne sono venuti, nel tempo, a far parte e che definiamo, oggi, con il termine di ‘sinistra’ sono esemplari per la loro ricchezza. Voci plurali che sono parte fondante ed ineludibile della sinistra così come, abbiamo detto, essere il concetto di alterità elemento costitutivo della società attuale.

La progettualità politica collettiva è dunque la strada che la sinistra deve esperire, che ha davanti a sé e che, forse, non aveva in passato ma che oggi ha pienamente dentro di sé, nella sua realtà quotidiana e in chi è sensibile all’impegno sociale. Il compito della sinistra è quello di essere parte viva di una società che non ha altra strada, se non vuole collassare, che mutare facendo tesoro delle alterità culturali e sociali che la compongono. La sinistra deve, essa stessa, mutare e ricostituirsi e proseguire in questo far convergere nel largo cammino le diverse esperienze politiche, umanitarie, dell’associazionismo civile e culturale che ha incrociato in questi anni, e alzare lo sguardo!

http://www.sinistraecologialiberta.it/notizie/una-progettualita-politica-collettiva-per-una-societa-che-rispetta-persone-e-natura/

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