Eguaglianza e rispetto: siamo tutti migranti

rossecorsare

http://www.radioradicale.it/scheda/447711?i=3438294

Proprio per l’importanza di quello che ci stiamo dicendo oggi voglio iniziare ricordando la pulizia etnica di 20 anni fa a Srebrenica, (abitavo vicino) per ricordare una guerra negata, prima di tutto, ma anche per sottolineare un punto centrale (assieme a cambiare l’agenda Europa, al lavoro, alla scuola, all’ambiente, ecc.) che deve essere posto con chiarezza sul tavolo del soggetto politico nuovo che stiamo costruendo. Proprio per non essere costretti all’emergenza degli eccidi è necessario costruire la pace, sempre, anzi soprattutto quando le guerre sembrano lontane.

Ma vorrei toccare un solo punto in relazione a questo “luogo di comunità politica” che stiamo costruendo, luogo prima di tutto di uguaglianza e di rispetto e, a partire da ciò, intrecciare finalità pratiche e un ruolo concreto nel paese. Non solo va ribadito che siamo accanto ai più deboli economicamente e culturalmente e che per loro e non per noi, combattiamo ma…

View original post 373 altre parole

Annunci

Eguaglianza e rispetto: siamo tutti migranti

http://www.radioradicale.it/scheda/447711?i=3438294

Proprio per l’importanza di quello che ci stiamo dicendo oggi voglio iniziare ricordando la pulizia etnica di 20 anni fa a Srebrenica, (abitavo vicino) per ricordare una guerra negata, prima di tutto, ma anche per sottolineare un punto centrale (assieme a cambiare l’agenda Europa, al lavoro, alla scuola, all’ambiente, ecc.) che deve essere posto con chiarezza sul tavolo del soggetto politico nuovo che stiamo costruendo. Proprio per non essere costretti all’emergenza degli eccidi è necessario costruire la pace, sempre, anzi soprattutto quando le guerre sembrano lontane.

Ma vorrei toccare un solo punto in relazione a questo “luogo di comunità politica” che stiamo costruendo, luogo prima di tutto di uguaglianza e di rispetto e, a partire da ciò, intrecciare finalità pratiche e un ruolo concreto nel paese. Non solo va ribadito che siamo accanto ai più deboli economicamente e culturalmente e che per loro e non per noi, combattiamo ma anche il come: ossia con pratiche di democrazia. Le persone, gli attivisti, sono stanchi di filiere, privilegi, leaderismi ingiustificati: è necessario che valori e punti programmatici, priorità, siano chiari e condivisi.

Il confuso, il sottinteso non aiuta a costruire nulla.

Dalla sua origine SEL è a disposizione per un progetto grande e coraggioso: il come realizzare ciò è difficile e mi limito a qualche riflessione. La comunità di SEL, la sua esperienza, il suo contributo politico e parlamentare, le risposte che si è impegnata a dare ad elettori e simpatizzanti sono un qualcosa che non va disperso. Così come i compagni e le compagne nei territori: hanno partecipato, lavorato, sofferto, festeggiato, insieme per SEL.

Tutto questo deve diventare elemento fertile e fecondo, non dissolto nel necessario processo di cambiamento in corso.

Il tema identitario e quanto di più lontano dalla mia riflessione e per provare a spiegarmi meglio concludo con un’analogia. Prendo l’esempio (più che drammatico, ma non entro nello specifico) dei migranti che vivono in Italia e in Europa. Sono convinta che noi siamo tutti migranti e che lo siamo anche in questa esperienza di costruzione di un luogo politico nuovo. Come ai migranti un paese davvero democratico non chiede di dimenticare le loro origini, la propria storia, le proprie conoscenze, per acquisire il diritto ad entrare in un contesto collettivo perché se lo facessero perderebbero il senso stesso del loro essere, il contributo specifico che possono dare per migliorare, cambiare, allargare, la nostra società, così SEL non deve dimenticare la propria seppur piccola storia e i suoi errori, né farne bandiere identitaria – o fondamentalista per proseguire nell’analogia – ma portare dentro questa comunità e convivenza politica nuova, democratica e di sinistra, il proprio contributo di esperienza: né populista, né semplicistico.

Per ripartire insieme è necessario trovare un linguaggio per parlare, per raccontare criticamente la realtà effettiva ai delusi e disinteressati alla politica, ma non attraverso scorciatoie che indeboliscano la struttura parlamentare della nostra democrazia, ma essendo compartecipi, con animo generoso e onesto, dei conflitti e del dramma di povertà quotidiana delle persone poiché siamo ben oltre questo punto di drammaticità, oggi, in Italia.

Luisa Simonutti

Intervento all’Assemblea Nazionale di Sinistra Ecologia Libertà “Senza frontiere”, Roma, 11 luglio 2015